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| SAGGIO SULLE MISURE DEGLI ARCHI MEDIEVALI NELL'EUROPA OVEST https://www.sagittando.it/forum/viewtopic.php?f=26&t=3366 |
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| Autore: | hawkwood [ 03/12/2025, 19:41 ] |
| Oggetto del messaggio: | SAGGIO SULLE MISURE DEGLI ARCHI MEDIEVALI NELL'EUROPA OVEST |
Sul numero del 2025 della Society of Archers-Antiquaries, Volume 68, Bruno Detienne scrive un interessante articolo. Ne trovate la scansione qui: https://www.arcostoricogras.it/GRAS_storia10.pdf Buona lettura |
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| Autore: | Oliviero [ 13/12/2025, 10:27 ] |
| Oggetto del messaggio: | Re: SAGGIO SULLE MISURE DEGLI ARCHI MEDIEVALI NELL'EUROPA OV |
Si tratta di un articolo molto ben fatto, con un impostazione decisamente scientifica che lascia poco spazio a dubbi. Ciò detto, le conclusioni sono cose che ci diciamo da tempo qui nel gruppo e che possono riassumersi in pochi punti. L'arco lungo si è evoluto nel tempo, ma solo l'arrivo delle armature ha svoltato in modo deciso verso un modello di arco da guerra decisamente diverso da quello usato per la caccia o per divertimento. Occorreva un arco più potente per penetrare le nuove panoplie in acciaio. In specifico. 1. Archi più lunghi (e scomodi) dell'altezza dell'uomo. 2. Freccia più lunghe e spesse. 3. Puntali rinforzati da corni. 4. Ancoraggio all'orecchio. 5. Presa mediterranea (indice sopra la cocca e medio e anulare sotto) L'articolo da anche una conferma indiretta a cosa che vado sostenendo da tempo. Nel Medioevo si davano davvero poca pena nello stabilire dettagliatamente cosa definisse graniticamente la tecnica di tiro medievale. Era gente pratica, in grado di adattarsi rapidamente alle esigenze emergenti con flessibilità. Quindi altro che "tiro istintivo", questi cambiavano velocemente armamento e tecnica a seconda dell'esigenza, adattandosi contestualmente per raggiungere la massima efficacia. Un approccio che dovremmo riconquistare anche oggi e non solo nel mondo dell'arcieria. In un certo qual modo, tuttavia, l'uomo è rimasto lo stesso. Forse dovrei smettere di ridere quando entro nei negozi di arcieria e mi offrono un longbow di poco più di un metro. Oggi l'arco lungo si è evoluto in una sorta di giocattolino e forse va bene così. |
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| Autore: | magin [ 18/12/2025, 9:18 ] |
| Oggetto del messaggio: | Re: SAGGIO SULLE MISURE DEGLI ARCHI MEDIEVALI NELL'EUROPA OV |
Il testo è meticoloso e contiene informazioni interessanti ma sono riscontrabili anche alcune "criticità" prima fra tutte l’approccio al tema evoluzione dell’arco in Europa nel medioevo. E’ un articolo costruito per documentare e comprovare la sua teoria basata esclusivamente sulla lunghezza, escludendo tasselli importanti (ma scomodi alla teoria) in vario modo, per far combaciare il tutto (non proprio un metodo scientifico serio e “onesto”). E’ vero che un certo tipo di archi dal XIV secolo in avanti ha aumentato la lunghezza ma non solo, soprattutto la struttura e il modo di funzionare. Il concetto che un arco per avere una certa potenza e sicurezza dovesse essere lungo a sufficienza è intuitivo ed era già noto dalla preistoria. Il caso dell’arco di Ötzi è emblematico. L’autore lo accantona anche con la scusa che siccome non era finito, poteva essere accorciato. Ötzi era alto ca. 160 cm. mentre l’arco 182. Chiunque lo ha visto avrà notato che la forma era praticamente finita. Mancava probabilmente solo la rifinitura ed equilibratura tramite raschiamento. Per seguire la sua teoria (cioè che prima della Guerra dei Cent’Anni gli archi erano alti al massimo come chi li utilizzava) lo avrebbe dovuto accorciare di almeno 20 cm, il che lo avrebbe costretto a “rifare tutto”. Certo, è possibile che non lo avesse fatto lui, ma lavorato in quel modo, violando brutalmente le fibre, se voleva avere la potenza sufficiente e un minimo di sicurezza, doveva per forza di cose essere alto più di lui. Altro caso scomodo alla teoria, (che elimina) sono gli archi delle torbiere danesi (Nydam, Illerup, Vimose ecc) risalenti al II-V sec. che oltre che lunghi, strutturalmente molto simili ai “longbows” inglesi come funzionamento, a parte potenza e cornini che permettono estremità ancora più sottili, maggiore efficienza e sicurezza poichè permettono di utilizzare e piegare l’arco per tutta la sua lunghezza. In questo caso li elimina dicendo che si tratta di un caso isolato nello spazio e nel tempo tralasciando di citare altri casi simili nel resto del continente (!). Senza parlare poi di tutto il resto di cui, evidentemente, visto che considera solo la lunghezza, non ha fornito ulteriori considerazioni tra cui lunghezza e peso delle frecce (a parte dire che quelle usate con i “longbows” erano piu spesse, lunghe e pesanti. Certo lo erano in confronto a quelle del XIII sec. ma non a quelle delle torbiere danesi o pesanti come quelle altomedievali) , funzionamento (andare in “stak” o meno), presenza di “maniglie di carico” ecc ecc. Probabilmente non ha mai ricostruito un arco di struttura altomedievale come quelli ritrovati in zone “vichinghe” per motivi di conservazione ma diffuse anche altrove all’epoca ecc. Il discorso sarebbe lungo ... Anche altri archi come quello di Altdorf, Aaslum ecc sono stati da lui eliminati con bizzarre ipotesi solo perchè “scomodi”. La questione su come erano gli archi nel medioevo è complessa e variegata. Dovremmo andare oltre la nostra mania di classificare e raglionare per compartimenti stagni. E’vero che un certo tipo di archi è aumentato di lunghezza per ottenere maggiori capacità offensive ma tra tardo medioevo ed età moderna continuavano comunque ad esistere anche archi “corti” magari con l’efficienza fornita dall’applicazione di puntali di corno ma di carico inferiore rispetto a quelli usati dai professionisti della guerra (come gli arceri militari inglesi), o archi di forme e struttura di vario genere (gli esempi documentati dalle fonti iconografiche ad esempio sono innumerevoli). Allego un estratto da un testo semplice ma “onesto”, in cui si cerca di rispondere alla domanda “come erano gli archi semplici nel medioevo?”, che non pretende di spiegare o confermare teorie ma si attiene ai dati a disposizione cercando di capire qualche cosa sull’argomento. “Per semplice si intende un arco costituito da un unico pezzo di legno. Per quanto riguarda l’arceria europea relativamente agli archi di questa tipologia, nei secoli compresi tra il IX e il XV, nonostante i limiti imposti dalle non numerose fonti a norstra disposizione, possiamo disegnare un quadro, sia pure approssimativo. L’undicesimo secolo eredita una situazione in cui gli archi altomedievali occidentali risultavano piuttosto lunghi ma tozzi, adatti a tirare frecce pesanti ma relativamente corte. E’ il caso ad esempio degli archi di Wassenaar, Ballinderry e Haithabu. Questi, sia pur di notevole lunghezza, non sono assimilabili, per struttura, ai “longbow” inglesi del tardo medioevo o ai loro precursori germanici della tarda età imperiale romana, rinvenuti nelle torbiere danesi. Dimensioni a parte, alcune loro caratteristiche, continueremo a trovarle, documentate sia dall’archeologia che dalle fonti iconografiche, almeno fino alla metà del XIII secolo. Anche gli archi semplici altomedievali delle aree slave (Opola, Mikulcice), erano di notevoli dimensioni ma risultavano anch’essi piuttosto tozzi nelle forme. Tra il XII e l’inizio del XIV secolo assistiamo ad una generale riduzione delle dimensioni degli archi. Era l’epoca in cui la balestra stava acquistando un’importanza sempre maggiore. Dal X secolo era iniziato il cosidetto fenomeno dell’incastellamento e gli scontri si risolvevano spesso con l’assedio di un castello o di una città fortificata. Chi utilizzava le armi da getto, a quei tempi, non sempre era un professionista della guerra. La balestra era l’arma ideale per scagliare con efficacia dardi dalle feritoie dei castelli o dalle merlature senza esporsi troppo, anche per chi non passava gran parte del suo tempo ad addestrarsi. L’arco restava comunque un’arma importante. Chiunque poteva procurarsene uno; la sua costruzione era semplice e veloce e consentiva una cadenza di tiro notevolmente superiore a quella della balestra. In questo contesto, archi dalle dimensioni e carico non eccessivi, potevano avere diversi vantaggi rispetto ad altri più lunghi e di maggior carico. Riguardo a questi ultimi in effetti, probabilmente non molti sarebbero stati gli arceri non professionisti in grado di poterli utilizzare e la lunghezza poteva essere d’intralcio all’interno di un castello. Per costruire un arco corto poi, se lo si vuole fare di tasso, possono andare bene anche rami o tronchetti che andrebbero scartati per la costruzione di un “longbow”; il che si traduce in una maggiore disponibilità e più facile reperibilità di materia prima, cosa di non poco conto. Verso la metà del XIV secolo si assiste ad un cambiamento causato dall’evoluzione in campo bellico. Armature sempre più efficaci, l’importanza sempre maggiore di contingenti di militi professionisti e le mutate condizioni degli scontri armati, portarono alla necessità di potenziare anche l’uso di arco e frecce. E’ in questo periodo che si cominciano ad intravvedere differenze tra archi adatti all’uso bellico e archi destinati a quello venatorio e ludico. Gli archi diventano sempre più efficienti, le estremità si assottigliano e le forze in gioco sono meglio distribuite, indipendentemente dalla tipologia. Questa evoluzione porterà alla realizzazione del famoso “longbow” o “warbow”, reso celebre dall’uso che ne fecero gli Inglesi tra la fine del XIV e il XVI secolo, e che rappresenta la massima espressione in fatto di efficacia ed efficienza, dell’arco di legno. Oltre a maggiori dimensioni e carico, una delle caratteristiche che ne migliorarono le prestazioni fu l’introduzione, documentata dalla metà del XIV secolo, di puntali di rinfrzo di corno che consentivano di sfruttare l’arco in tutta la sua lunghezza. “ |
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| Autore: | Oliviero [ 20/12/2025, 2:07 ] |
| Oggetto del messaggio: | Re: SAGGIO SULLE MISURE DEGLI ARCHI MEDIEVALI NELL'EUROPA OV |
Sì, Magin, il distinguo che fai ci sta tutto. L'articolo cerca di fare un discorso di carattere general-generico, senza entra nei dettagli e nei distinguo specifici che fai tu. Certamente non è un costruttore di archi. Certamente non ha mai tirato dai merli di un castello, dove il warbow di due metri e venti e praticamente inutilizzabile per un uomo di 160 - 180 centimetri. Credo che l'elevata presenza di archi compositi che ha caratterizzato il nostro paese sia dovuto, oltre che alla passione dei nobili per la caccia da cavallo, anche perché è l'arco ideale da assedio. |
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| Autore: | magin [ 20/12/2025, 10:01 ] |
| Oggetto del messaggio: | Re: SAGGIO SULLE MISURE DEGLI ARCHI MEDIEVALI NELL'EUROPA OV |
Si Oliviero lo so e concordo anche con quello che avevi scritto. Visto che Hokwood lo ha proposto come articolo interessante mi sembrava giusto puntualizzare alcune cose ... solo alcune. Già che ci sono, per chiarire e chiaccherare, a proposito dell'arco di Altdorf lo elimina dalla tabella esprimendo dubbi sul fatto che fosse un arco. E'un lungo pezzo di tasso (l'unico reperto di tasso) che si assottiglia verso le estremità, ritrovato nella tomba di un cavaliere altomedievale (aveva gli speroni) sepolto in una chiesa insieme a scudo, spada, scramasax, frecce (con aste di nocciolo) e una faretra elaborata in listelli di tiglio e pelle decorata. Per carità, può essere di tutto ma se non è un arco cosa è? E se non lo è come mai manca l'arco? volevo inserire le immagini ma non mi ricordo più come si fa ... pazienza ... poi ci sarebbero altre cose ma era per avvisare di non prendere tutto per "oro colato" e chiaccherare un po |
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| Autore: | hawkwood [ 20/12/2025, 13:10 ] |
| Oggetto del messaggio: | Re: SAGGIO SULLE MISURE DEGLI ARCHI MEDIEVALI NELL'EUROPA OV |
magin ha scritto: volevo inserire le immagini ma non mi ricordo più come si fa ... pazienza ... poi ci sarebbero altre cose ma era per avvisare di non prendere tutto per "oro colato" e chiaccherare un po Queste le immagini |
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